La Galleria Gilda Lavia di Roma ha il piacere di ospitare “Affecting”, mostra collettiva degli artisti Marc Bauer, Gabriella Ciancimino e Oscar Giaconia, che inaugurerà lunedì 1 luglio alle ore 19,00.

L’aggettivo inglese che dà il titolo all’esposizione, vuole racchiudere e restituire un senso di avvicinamento e contaminazione, di incontro/scontro tra differenti linguaggi e percorsi artistici che dialogano negli spazi della galleria, ognuno con le proprie unicità.

L’artista svizzero Marc Bauer lavora principalmente col disegno, riunendo e rielaborando una eclettica serie di immagini provenienti da diversi contesti (cultura popolare, storia dell’arte, ricordi personali) che diventano dei veri e propri dispositivi narrativi, riattivando le immagini stesse e invitando lo spettatore a connetterle tra loro alla luce delle attuali circostanze storiche che influenzano la nostra visione / comprensione. Le opere in mostra, una serie di disegni su carta che conservano il carattere fugace, sfocato, delle immagini mentali e dei ricordi, saranno in relazione tematica e visiva con un wall drawing realizzato per l’occasione.

Un intervento site specific sulle pareti della galleria, sarà la base gestuale e iconografica tipica del lavoro di Gabriella Ciancimino: in una fitta giungla di segni e pattern decorativi, trovano spazio i movimenti inconsci del processo creativo così come le tematiche che animano la ricerca dell’artista. La Ciancimino si è lungamente dedicata allo studio delle dinamiche di migrazione, adattamento e convivenza, tra culture e colture differenti, prestando particolare attenzione ad una serie di specie vegetali con una elevata resistenza biologica; temporalità e geografie differenti si intrecciano in un grande lavoro realizzato in carta vetrata che riporta lo studio iconografico dell’architettura liberty.

I lavori di Oscar Giaconia sono anch’essi caratterizzati da un lungo e approfondito studio sia nella ricerca dei materiali che nella costruzione delle controfigure che animano il suo immaginario. “Meister” è il macro-contenitore della ricerca dell’artista nel quale confluiscono le “isole pensiero” delle serie che incarna, The Grinder, Ginnungagap, Colon, Sexual Clumsiness, Aye-Aye, Calabiyau, Unimog Painting Dystopia. Le opere presenti in mostra sono creature-relitto, combattimenti celati dalla voluta ambiguità dell’immagine, colonne rovesciate. Nei due dipinti realizzati appositamente per l’occasione il sinthomo, la traccia ed il residuo sono le chiavi con le quali osservare la densità primitiva degli assemblaggi, che oscillano tra dato biologico e artificiale.

La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre 2019