Renata Boero

Renata Boero nasce a Genova nel dicembre del 1936, trascorre l’infanzia a Torino, poi si trasferisce in Svizzera, dove compie studi umanistici a indirizzo junghiano. Tornata nel capoluogo ligure, conosce Emilio Scanavino. È un incontro importante che la spinge ad iscriversi al Liceo Artistico N. Barabino nel quale, dal 1952, il pittore era titolare della cattedra di disegno e figura. La formazione con Scanavino contribuisce notevolmente all’evoluzione del suo percorso artistico. In un’intervista con Maria Perosino racconta:

“Si è cominciato a discutere del perché facevo certe cose, del senso che queste potevano avere e dunque a ragionare su di esse. Il segno ha cominciato a diventare interprete cosciente di qualcosa che volevo veicolare, di informazioni diverse che andavano oltre il puro piacere del fare. Mi concentravo sul segno, che da morbido si è fatto via via più elettrico, scattante” 1.

Di come e quanto l’artista genovese abbia influito sulla sua opera, la Boero ricorda la capacità di formalizzare un’idea sul foglio appena questa nasce. Una sorta di strana tensione che trasmette rapidità al gesto. È “lo scavare all’interno delle immagini” che la fa sentire vicina al mondo di Scanavino, grazie al quale comprende l’importanza del risultato e il modo in cui questo è percepito.

Durante gli anni di studio si reca a Cervo dove vince il premio di pittura estemporanea e incontra Felice Casorati.

“Abbiamo parlato un po’ e lui mi suggerì di mandare il lavoro alla Quadriennale di Roma, dove il quadro fu, in effetti, selezio-nato ed esposto, nel 1959. È stato importante perché per la prima volta mi sono accorta che il lavoro, fino ad allora percepito come qualcosa di esclusivamente intimo, poteva andare anche in un’altra direzione. Si spostava da me ed entrava in un altro spazio. Da lì inizia un lavoro più mentale, più elaborato, meno istintivo” 2.

Terminati gli studi, inizia un intenso periodo di sperimentazione in cui la ricerca verte principalmente sul rapporto tra segno e colore, sulla loro possibilità di mostrare un legame con la natura e, allo stesso tempo, la loro capacità di rappresentarla; inizialmente utilizza la pittura a olio che decide poi di abbandonare per passare alla plastica liscia. Renata Boero continua a lavorare “sulla natura” e “non ancora con la natura” 3, fino a quando compie un’esperien-za determinante per gli sviluppi del suo linguaggio artistico.

Dal 1960 al 1964, infatti, lavora come assistente di Caterina Marcenaro, direttrice del Museo Palazzo Rosso a Ge-nova. È di quegli anni l’attività di restauro svolta in collaborazione con la Soprintendenza di Genova che la porta a “vivere l’opera in modo diverso, più avvolgente” 4, il rapporto con il dipinto è diretto, analizza i materiali, la loro evoluzione nel tempo, osserva le tele che, in occasione del restauro, vengono private dei telai e delle cornici. Da qui prende avvio l’idea che la tela, per dialogare con lo spazio, deve essere libera dal telaio, elemento che impedirebbe anche la continuità dell’opera nel tempo: “ogni lavoro”, racconta Renata, “è frammento di un lavoro infinito”, idea sostenuta da Jacques Lepage che in seguito alla loro conoscenza, sul finire degli anni Sessanta, la inserisce nel dibattito culturale dell’epoca sul concetto di “tela libera”.

Proprio durante il restauro di un antico Telero realizzato con “succhi d’erba” che inizia un appassionante lavoro di documentazione sulle sostanze naturali e, attraverso la lettura del Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, sugli aspetti simbolici attribuiti ai colori.

Conclusa l’esperienza a Palazzo Rosso inizierà la docenza al Liceo sperimentale N. Barabino sino alla chiamata negli anni Ottanta da parte di Luigi Veronesi a sostituirlo nell’insegnamento di Cromatologia alla NABA di Milano.

Nel 1986 le verrà offerta la cattedra di pittura all’Accademia di Brera, apre lo studio in Via Borsieri e si stabilirà definitivamente a Milano.

Superata ormai l’idea di un lavoro istintivo, volto alla rappresentazione del dato naturale, comincia la ricerca di radici ed erbe che possano alchemicamente e tautologicamente rappresentarlo attraverso i ritmi e le trasformazioni dei materiali impiegati che racchiudono in sé l’idea di evoluzione temporale: nascono così i Cromogrammi.

Renata Boero comincia così ad utilizzare un “materiale cromatico” composto da elementi vegetali e naturali, studia le trasformazioni chimiche e i loro cambiamenti nel tempo, limitando il suo intervento alla durata di immersione dei colori e alle piegature delle tele. Il senso del ritmo che caratterizza i Cromogrammi riconduce alla sequenza che si distingue in alcuni esempi dell’antichità: “Mi interessavano l’Antelami, Fidia, i mosaici di Ravenna. Ho capito più tardi che quello che mi affascinava in queste opere era l’idea di un ritmo, che poi ho trasposto nei Cromogrammi5, che verranno visti per la prima volta nel 1970 nella Galleria Martano di Torino.

Un’idea del procedimento con il quale vengono realizzati, è resa dalla sequenza tratta da un video per Ipotesi 80, a cura di Maurizio Fagiolo dell’Arco (Bari, 1977) in cui i colori, ottenuti dall’ebollizione di sostanze vegetali, vengo-no colati sulla tela piegata in un assorbirsi che è in continuo divenire 6.

Pietro Favari descrive così il processo creativo ed il risultato che ne consegue:

“Le opere di Renata Boero […] si caratterizzano per l’equilibrio tra la qualità estetica dell’oggetto finito e l’importanza del processo operativo che le ha determinate e di cui è protagonista il colore, o meglio la tinta, che l’artista ottiene con la ricerca delle materie prime (erbe, radici, terra) e la loro successiva manipolazione e cottura. La tinta cosi realizzata viene utilizzata nella pienezza sensuale della propria potenzialità espressiva: odori delle erbe, variazioni cromatiche, grumi di materia, striature e incidenze che si verificano durante la stesura sulla tela grezza piegata. Oltre alla intensa suggestione visiva, il risultato e' una sorta di analisi antropologica del fare pittura, come recupero globale, provocatoriamente primordiale, della pratica pittorica, intesa quasi come atto magico” 7.

Generalmente i formati delle tele sono grandi. Nel 1976 ne realizza una di venti metri per l’installazione ai Cantieri Navali Baglietto di Varazze, un’opera che viene collocata sulla spiaggia vicino al mare come ad instaurare un dia-logo con la natura della quale si compone.

Nel 1974, mentre continua a lavorare sui Cromogrammi, dà avvio anche alla serie degli Specchi, opere in cui scopre “l’energia del gesto” e allo stesso tempo sente la necessità di creare un “fermo immagine”. Uno degli Specchi viene esposto per la prima volta nel 1978 all’International Cultureel Centrum di Anversa, e con questa serie, che si pro-trae per circa un decennio, è invitata alla Biennale di Venezia del 1982 dove espone Specchio Z (1982), tre tele con colori vegetali di cm. 350 x 250 ciascuna, in cui Luciano Caramel individua una sorta di “visionarietà materica” 8. Filiberto Menna, in occasione della personale alla Galleria Polena di Genova nel 1981 scrive a proposito della sua ultima produzione:

“Alle due dimensioni dominanti della sua pittura precedente -l’orizzontale e la verticale-, dimensioni che si attestano sempre sulla superficie e ne enfatizzano la tessitura cromatica e materica, Renata Boero sostituisce ora un campo pittorico totale in cui si perdono le abituali coordinate spaziali dell’alto e del basso, della sinistra e della destra, della superficie e della profondi-tà: le forme, finalmente libere da argini e contorni, si espandono con forza sulla tela, nascono e si sviluppano seguendo una loro logica interna e si arrestano in un punto non prestabilito, là dove termina l’energia del gesto e le quantità del colore” 9.

Nel 1985 inizia la serie dei Blu di legno, opere che nascono da una scoperta casuale; una radice di colore terroso durante l’essiccazione si trasforma in un blu scuro:

“Ancora una volta è stato un materiale a suggerirmi come procedere. Il blu di legno è cominciato a diventare predominante e misterioso. Anche più architettonico. L’energia non si allargava più nello spazio, entrava in un luogo più strutturato e più spirituale, un’architettura cosmica” 10.

Con il passare del tempo la predominante carica energica, riscontrabile nei Blu di legno, comincia pian piano ad attenuarsi ed a racchiudersi in ambienti definiti, “strutturati”, in forme ampie che dominano lo spazio della tela originando così le serie delle Architetture e degli Enigmi. Saranno questi, insieme ai lavori precedenti, ad essere espo-sti nel 1988 presso i Musei Civici di Monza in occasione della mostra personale curata dall’allora direttore Paolo Biscottini. Così come, quattro anni più tardi, nel 1992, presso la Casa del Mantegna a Mantova, in cui attraverso ogni sala viene ripercorsa tutta la sua evoluzione artistica: Stanza dei Cromogrammi, 1970-75, Stanza dei Blu di legno, 1987-91, Stanza degli enigmi, 1988-91, Stanza delle architetture, 1989-91, Stanza degli specchi, 1978-81 ed infine Stanza dei disegni, 1990 11.

Sempre nel 1992 realizza I presenti di Gibellina, un arazzo con tela e gommapiuma, cucito con l’aiuto delle donne gibellinesi, che rappresenta la pianta della cittadina siciliana dopo la ricostruzione avvenuta in seguito al devastante terremoto del 1968. L’anno seguente (1993), l’opera viene esposta nel Padiglione Italiano della 45ª Biennale d’Arte di Venezia, nella sezione Transiti curata da Achille Bonito Oliva.

Nel 1995 compie un viaggio in Africa, tappa importante che contribuisce ad arricchire il suo linguaggio artistico con la realizzazione dei Crani, i volti scuri che caratterizzano la popolazione e che nella notte, racconta, si confon-dono con il buio tanto da faticare a percepirli se non per il chiarore dei loro grandi occhi. Da questa esperienza vie-ne pubblicato il libro Africa, con immagini di Renata Boero, introduzione di Paolo Fossati e alcuni versi di Charles Carrère (Editrice Eidos, Mirano-Venezia, 1999), presentato quell’anno in occasione della Fiera del Libro di Torino. Nel 1999 è presente alla XIII Quadriennale di Roma dove, oltre alla partecipazione del 1959-60, aveva partecipato anche alla XI edizione del 1986.

Nel 2005 viene invitata dall’Università di San Diego, in California, per svolgere un corso sulla sua esperienza ar-tistica e si dedica all’acquerello, tecnica con la quale inaugura la serie degli Acquerelli di San Diego, che presenta in occasione della mostra Borderline.

Nel 2007 è presente nei musei: Mestna Galerija di Nova Gorica e Umetnostna Galerija di Maribor con la mostra Cromogrammi curata da Luca Beatrice.

Dello stesso anno la personale presso la galleria Cardelli &Fontana a Sarzana.

Dell’anno successivo, 2008, la partecipazione alla mostra The Bearable Lightness of Being - The Metaphor of the Space (La Sostenibile Leggerezza dell’Essere – La Metafora dello Spazio) a cura di Davide Di Maggio e Lóránd Hegyi, esposizione inserita nell’ambito degli eventi collaterale della 11ª Biennale Internazionale di Architettura, seguita dalla personale al Museo Nazionale della Storia e Cultura di Minsk, Bielorussia.

Sempre nel 2008 realizza l’installazione dal titolo Sequenze, a Sarzana da Cardelli & Fontana, allestita in occasione del V Festival della Mente. È Mario Canepa, collezionista e amico, nel testo Farfalle redatto per l’evento a scrivere:

“Renata Boero dunque: i nuovi lavori non sono di certo Cromogrammi, quelli erano degli anni settanta, questi invece sono… Ma come si chiamano questi?

“Ricordati di scriverlo con la lettera kappa!”, mi aveva detto, ma ora il nome me lo sono dimenticato. Mi è rimasto solo questa K, un segno.

I quadri li ricordo, anche se non sono facili da raccontare. Sono più vicini al silenzio, alla pausa più che alla musica, un pren-dere fiato per meglio ricordare…” 12.

L’installazione è composta da alcuni video, dai Kromogrammi e dalla lettera “K”, simbolo che ormai la rappresenta e con il quale ha realizzato una scultura per Villa Mondolfo a Como. Nello stesso anno realizza i video Kour Koum e Prima dell’applauso, quest’ultimo tratto dal libro di Mario Canepa: Prima dell’applauso. Renata Boero, quasi un ritratto, Pesce Editore, Ovada, 2007.

Nel 2009 partecipa alla mostra Venezia Salva. Omaggio a Simone Weil, evento collaterale della 53ª Biennale d’Arte, organizzato per celebrare il centenario della nascita della filosofa francese, occasione in cui viene chiesto alle artiste partecipanti di creare un’opera-cahier originale. Renata Boero realizza un libro d’artista in cui le pagine documentano i suoi ultimi lavori: le Germinazioni.

Sono una variante dei primi Cromogrammi e dimostrano quanto ancora attuale sia l’affermazione fatta nel 1997 dall’amico e storico dell’arte Paolo Fossati (che più volte ha scritto sulla sua opera):

“[…] risulta non essere in torto l’enfasi di chi si dà a scrivere che i Cromogrammi, fondamentali fin dagli inizi, restano una chiave di lettura decisiva di tutta l’opera della Boero, la ragione sottile della attività che sviluppa nel ventennio successivo” 13.

Negli anni 2010 e 2011 un lungo ciclo di mostre in Argentina impegna l’artista negli spazi della Hall Central del Pabellón Argentina - Ciudad Universitaria UNC Córdoba, del Museo Provincial de Bellas Artes “Arias Rengel”-Salta, Museo Provincial de Bellas Artes “Timoteo Navarro”- San Miguel de Tucumán e Museo de Bellas Artes di Rio Cuarto.

Raccontare, raccontarsi. Conversazione con Maria Perosino. Gennaio 1996, in Paolo Fossati, Renata Boero, con un contributo di Maria Perosino, Artisti contemporanei, collana a cura di Giulio Guberti, Edizioni Essegi, Ravenna, 1997, p. 50.

 

2 Raccontare, raccontarsi. Conversazione con Maria Perosino. Gennaio 1996, cit., p. 49.

 

3 Ivi, p. 50.

 

4 Ivi, p. 53.

 

5 Ivi, p. 50.

 

6 Si veda: Paolo Fossati, Renata Boero, cit., pp. 42-47.

 

7 Pietro Favari, Renata Boero, in «La Repubblica», 27 marzo 1977.

8 Luciano Caramel, in La Biennale di Venezia. Settore Arti Visive. Catalogo generale 1982, Edizioni «La Biennale di Venezia», Venezia, 1982, pp. 130, 141.

 

9 Filiberto Menna, in Figure dallo sfondo, catalogo della mostra, a cura di Marilena Pasquali (Ferrara, Padiglione d’arte contemporanea, 26 febbraio - 25 marzo 1984), Grafis Edizioni, Bologna, 1984, p. 104.

10 .Raccontare, raccontarsi. Conversazione con Maria Perosino. Gennaio 1996, cit., p. 57.

 

11 Renata Boero, catalogo della mostra, con scritti di Marisa Vescovo, Silvia Vegetti Finzi, Martina Corgnati e Tommaso Trini, Mantova, Casa del Mantegna, 15 febbraio – 15 marzo 1992, p. 47.

 

12 Mario Canepa, Farfalle, Sequenze, V Festival della Mente, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana, 2008.

 

13 Paolo Fossati, La stanza accanto, in Id., Renata Boero, cit., p. 20.

 

Esposizioni personali / Solo Exhibition

1975

La Fabrique, Toulouse.


1976

Galleria Martano, Torino. Galleria Il Brandale, Savona. Centrosei Arte Contemporanea, Bari. Per una tela di 20 metri, Galleria dei Carbini, Varazze.

1977

Galleria Martano, Torino.

Galleria Franco Cicconi, Macerata.

Galleria d’Art Actuel, Knokke, Belgio.


1978

Istituto di Storia dell’Arte, Università di Palermo.

Boero/Acconci, International Cultureel Centrum, Anversa.

Modern Art Gallery, Vienna.

Galerie Anne Van Horenbeeck, Bru-xelles.


1979

Cromogrammi, Sala Comunale, Alessandria.

Galleria 4 Venti, Palermo.

Galleria Chantal Crousel, Parigi.

Galerie Carinthia, Klagenfurt (Austria).


1980

Grifone Arte, Messina.

Istituto di Storia dell’Arte, Università di Salerno.

Galleria E Tre, Roma.

Galleria Quadrum, Lisbona.

Studio La Città, Verona.


1981

Galleria Martano, Torino.

Galleria La Polena, Genova.


1982

Galleria Il Gabbiano, La Spezia. Galerie Anne Van Horenbeeck, Bruxelles.


1983

Con il giallo curcuma, Studio G7, Bologna.

Le Landeron, Neuchâtel.


1984

Galleria d’Arte Nane Stern, Parigi.

Galleria La Polena, Genova.


1985

Il mercato del Sale, Milano.


1986

Synergon, Bruxelles.


1987

Scenografia per Il Suono giallo di Kan-dinsky, Teatro della Tosse, Genova; Teatro due, Roma.

1988

Galleria del Falconiere, Ancona.

Studio Ghiglione, Genova.


1989

Musei Civici, Serrone della Villa Re-ale, Monza.

Boero/Nunzio – Artisti a confronto, Studio G7, Bologna.

Galleria Centrosei, Bari.

Break Club, Roma.


1990

Ado Gallery, Anversa.

Galleria del Falconiere, Ancona.

Sant’Elmo, Salò.

Kulthurnset, Stoccolma.

Galleria Centrosei, Bari.


1991

Telamone Centro d’Arte, Lecce.

Scultura per un museo all’aperto, Portofino.

Istituto di Cultura, Oslo.


1992

Casa del Mantegna, Mantova.

Istituto di Cultura, Helsinky.


1993

Framart Studio, Napoli.

L’alfabeto gestuale della memoria, Arte 90, Isernia.

Palazzo Comitini, Palermo.


1994

Cromogrammi 70, Telamone Centro d’Arte, Lecce.

Carnet de voyage, Artiscope, Bruxelles.


1995

Galleria L’Incontro, Imola.

Een tentoonstelling van Renata Boero, C. C.

De Werft, Geel.


1996

Loggetta Lombardesca, Ravenna.

Chromogramme, Olem.

Installazione, Öland, Svezia.


1997

Galleria Artiscope, Bruxelles.

Africa, Centro studi Mediterraneo, Bruxelles.


1998

Il viaggio, Museo Arte Contemporanea, La Valletta, Malta.

2000

Museo d’Arte Moderna, La Casa del Giorgione, Castelfranco Veneto. Carnet de Voyage, Galleria Artiscope, Bruxelles.

2001

Attraverso il Mali, Scuola Normale Su-periore di Pisa, Pisa.

2002

Venti metri quadrati di rame, Maglione.


2003

Museo della città, Stoccolma.


2005

Borderline, Università di San Diego, California.

Cavenaghi Arte, Milano.


2006

Kromogrammi, Gallery Lubyana.


2007

Cromogrammi, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana.

Kromogrammi, Mestna Galerija, Nova Gorica.

Kromogrammi, Umetnostna Galerija,Maribor.

Scultura per un museo all’aperto, Portofino.


2008

Sequenze, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana.

Renata Boero, Museo Nazionale del-la Storia e Cultura del Belarus, Minsk (Bielorussia).


2010

Mappe, Universidad Nacional de Còrdoba, Argentina, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.

Hall Central del Pabellón Argentina - Ciudad Universitaria UNC, Córdoba. Museo Provincial de Bellas Artes “Arias Rengel”, Salta.


2011

Museo Provincial de Bellas Artes “Ti-moteo Navarro”, San Miguel de Tucumán.

Museo de Bellas Artes, Rio Cuarto. Renata Boero, Castello Aragonese d’Ischia.

Cardelli & Fontana, Sarzana.

Colossi Arte Contemporanea, Brescia.

Galleria Open Art, Prato.

Galleria Spazia, Bologna.


Esposizioni collettive / Group Exhibition


1959-1960

VIII Quadriennale Nazionale d’Arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma.


1970

Galleria Martano, Torino.

Support surface, Toulouse.

Palazzo Ducale, Genova.


1971

Ubu Re, 12 modi di fare teatro, a cura di L. Luzzati e T. Conte, Teatro della Tosse, Genova.


1972

Accrochage, Palazzo Ducale, Genova. La sedia e il mare, super8 min.5, Ge-nova.


1973

Accrochage, a cura di J. Lepage, Toulouse.


1974

Galleria Martano, a cura di P. Fossati, Torino.


1976

Palazzo Ducale, Genova. Galleria Fiamma Vigo, Venezia. Rassegna d’arte contemporanea, Ascoli Piceno.

Colore, a cura di M. Fagiolo Dell’Arco e L. Caramel, Modigliana (Forlì).


1977

VI International Open Encounter on Vi-deo, CAYC, Centro de Arte y Comunicación, Venezuela.

VII International Open Encounter on Video, Fundacià Juan Miró, Barcelona.

Ipotesi  ‘80,   a cura di M. Fagiolo

Dell’Arco, Bari.

Kunstherhaus, Vienna.

Out bound in bound, Galleria Zona, Firenze.

X Premio Città di Gallarate, Gallarate. Il volto sinistro dell’arte, Galleria De Amicis, Firenze.

Mater materia, Galleria Zona, Firenze. Segno-identità, a cura di M. Vescovo, Pi-nacoteca Civica, Ravenna.

Vita e paesaggio, a cura di V. Fagone, Capo d’Orlando, Sicilia.

Mail-Art/Evento 77, Ferrara.


1978

Factura, a cura di S. Sinisi e F. Menna, Palazzo Comunale, Acireale.

Incontro video, Graz.

Gritta Insam, Vienna.

La nouvelle tapisserie, Gand.

Une éspace parlée, Galerie Gaetan, Ginevra.

Le disegnazioni del senso, a cura di G. Accame, Pinacoteca Civica, Ravenna. Kunst kan klein, Kunstgalerij Embryo, Leuven.

CAYC, Centro de Arte y Comunicación, Messico.

Galerie Linssen, Bonn.

Biennale della grafica, Palazzo Strozzi, Firenze - premio della D.D.R. Scatola d’amore, Adro (Brescia).

48 artisti e il Barabino, Genova.

Liber, pratica internazionale del libro d’artista, Padova.

Buchobjekte, Padova.


1979

Biennale van de Kritiek/Biennale de la Critique, Internationaal Cultureel Cen-trum, Anversa - Palais de Beaux Arts, Charlerois.

De sensu rerum et magia, a cura di M. Ve-scovo, Galleria Fabjbasaglia, Bologna. Perspective italiennes, Musée de Saint-Etienne.

Nouvelles tendences italiennes, Centre Action Culturelle, Macon.

Le stanze del gioco, a cura di P. Fossati e P.G. Castagnoli, Pinacoteca Civica, Ravenna.

Kunst kan klein, Kunstgalerij Embryo, Leuven.

Ecologie/récuperation, a cura di J.P. Van Tieghem, Richard Foncke Gallery, Gent (Belgio).

Art about art, a cura di F. Bex, Galerie Anne van Horenbeeck, Bruxelles. Art Sale, Primo Piano, Roma.


1980

Vive la couleur, Centre Pompidou, Parigi.

Art about Art, Galerie Anne van Horenbeeck, Bruxelles.

Arte Critica 80, a cura di P. Fossati, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma.

La sciarpa di Isadora Duncan, Modern Art Galerie, Vienna.

Cine qua non, Sant’Apollonia, Firenze. Lavori in corso, Teatro Falcone, Genova.

Carte da disegno, Galleria Forma, Ge-nova.

Il disegno interno, Galleria Arte Centro, Milano.

Copertina d’artista, Galleria La Bussola, Torino.

Pendant, Galleria Arte Centro, Milano.


1981

XVI Biennale di San Paolo, a cura di B.

Mantura, Brasile.

Arte Critica 81, a cura di F. Menna, X Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma.

Linea della ricerca artistica in Italia 1960-80, X Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma.

Libro d’artista, Centre Pompidou, Parigi.

Mostra, a cura di A.Bonito Oliva, Palazzo di Città, Acireale.

Metronòm livre d’artiste, Berlinés, Bar-cellona.

Lavori in corso, Galleria d’Arte Moderna, Bologna.

100 in 1, Studio La Città, Verona.

Egregi percorsi, Teatro Falcone, Genova.


1982

Biennale di Venezia, 40ª Mostra Internazionale d’Arte, Padiglione Italiano, a cura di L. Caramel, Venezia.

Arte Critica 82, a cura di I. Panicelli, Magazzini Marshall, Chicago. Arte Der, Bilbao.

30 anni di arte italiana - Oggetti espressivi

concetti percepibili, Musei Civici, Lecco. Il materiale delle arti, Castello Sforze-sco, Milano.

Morbide e Trame, Galleria Civica, Ascoli Piceno.

Triennale Le Landeron, Neuchâtel.

Libro d’arte, Villa Imperiale, Genova.

L’immaginazione materiale, a cura di S.

Sinisi, Palazzo Pretorio, Certaldo.

9 Artisti Italiani, a cura di V. Bramanti, Palazzo Comunale, Campi Bisenzio. Senza tema, Studio La Città, Verona.


1983

L’occhio del cielo, a cura di M. Vescovo, Casa del Mantegna, Mantova.

Palais des Beaux Arts, Bruxelles. Artistes en boîte, Fabien de Cugnac, Ostenda.

Papiro o la trama dell’Alchimia, Palazzo Comunale, Sciacca.

Colore, Galleria Rotta, Genova. Premio Campigna, a cura di R. Barilli, Forlì.

Galleria Martano, Torino.


1984

Kunst mit eigen-sinn, Museum Moderner Kunst, Vienna.

Attraversamenti, Spazi Pubblici, Perugia.

Parco Massau, Ferrara.

Figure dallo sfondo, Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara.


1985

Cromocryme, super 8 sonoro 7 min., Museum Moderner Kunst, Vienna. Dodici artisti italiani contemporanei, a cura di V. Bramanti, Comune di Sulmona. Espace city II, Bruxelles.

Tapisserie et structure, Bruxelles. Sapere/Sapore arte in Italia 1958/85, Castello Aragonese, Bacoli, Napoli. Premio del Golfo, a cura di P. Restany e F. Menna, Castello di Lerici. L’immagine primigenia, a cura di L. Ca-ramel, Galleria Morone, Milano. Anni ‘70 in Liguria, C.A.L.A. Fieschi, Sestri Levante.


1986

XI Quadriennale di Roma, a cura di F. Menna, EUR – Palazzo dei Congressi, Roma

Premio Città di Monza, a cura di P. Biscottini, Villa Reale, Monza.

La struttura del gesto, a cura di P. Serra Zanetti, Sala1, Roma.

Opera fresca, Studio G7, Bologna. Ventisette Gallerie Italiane, La Polena, Genova.

Artisti e Sport, CONI, Roma.


1987

Aspetti della pittura italiana, Rio de Janeiro , San Paolo, Brasile.

Biennale Nazionale d’Arte Città di Milano, Palazzo della Permanente, Biennale di Piacenza, Piacenza.

 La costellazione del Segno, Museo di Termoli.

Artisti e scuole, Rotonda di Inverigo. Arte svelata - Collezionismo privato a Como dall’800 ad oggi, Fondazione Ratti, Como.

Exposition, a cura di F. Bex, Museo M. Clark, Anversa.

Disegno italiano del dopoguerra, Galleria Civica di Modena - Museo di Fran-coforte.

Il passo dell’acrobata, Università di Salerno.

 Studio Ghiglione, Genova.

 Identità per l’arte, Palazzo della Provincia, Savona.

Il grande circo, Studio La Città, Verona. Autobiografia del Blu, Arco di Rab, Roma.

 Grandi dimensioni, Villa Borzino, Busalla.

Artisti, Galleria Civica d’Arte Con-temporanea, Marsala.


1988

Abstract , a cura di F. Menna e G. Cortenova, Palazzo Forti, Verona – Dortmund.

Index 2, a cura di F. Gallo, Galleria d’Arte Moderna, Paternò.

Figurabile, a cura di A. Bonito Oliva, Studio Ghiglione, Genova.

Le collezioni difficili, a cura di L. Pistoi, Fortezza da Basso, Firenze.

Crinali, a cura di A. Bonito Oliva, Parco Massari, Ferrara.

Autoritratto non ritratto, a cura di O. Ca-labrese, Villanova di Ravenna. Boero-Olivieri-Verna-Dadamaino, a cura di F. D’Amico, Breack Club, Roma. Extra Moenia, Capo d’Orlando.

Arte come scienza - G. Marconi, Bologna. Figure e forme dell’immaginario, San Rocco, Reggio Emilia.

Il piacere di abitare, Ente Fiera Verona, Verona.

Linee parallele, piccole tracce per un incontro all’infinito, Galleria Il Sole, Perugia. Page d’artiste, + o - zero, Institut Supe-rieur du Language Phylosophique, Bruxelles.


1989

Aspetti della pittura italiana dal dopoguerra ad oggi, a cura di A. Bonito Oliva e T. Trini, Museo Nacional de Belles Arte, Rio de Janeiro / MASP, San Paolo del Brasile.

Astratta, Palazzo della Permanente, Milano.

Milano Punto Uno, Studio Marconi, Milano / Galleria La Polena, Genova. Cosmica, a cura di A. Bonito Oliva, Studio Ghiglione, Genova.

Textilia, Basilica Palladiana, Vicenza. Il futuro presente - arte contemporanea ita-liana dalle collezioni private, Ente Fiera, Bologna.

Internazionale d’Arte Contemporanea, Palazzo della Permanente, Milano. Ritratti per un nome, 2C, Roma.


1990

Artisti italiani, Kulthurnset, Stoccolma.


1991

Cinema d’Artisti, Palazzo delle Esposizioni, Roma.

Château de Brasschaat, Brasschaat.

Gli anni ‘70, Galleria Martano, Torino. Terra... Terra, a cura di A. Miglietti, I Vasai, Milano.

Artae, Centro Congressi, Ferrara. Artisti allo specchio, Galleria Milano, Milano.

Galleria Bianca Pilat, Milano.

Noir, Galleria Galliata, Alassio.

Cartae, Galleria del Falconiere, Ancona / Kunst Beveren, Belgio.

Borderline, a cura di A. del Guercio, Landscape, Monteciccardo.


1992

Paesaggio con rovine, a cura di A. Bonito Oliva, Museo di Gibellina.

Percorso nell’arte degli anni Settanta, Sala Comunale, Alessandria.


1993

Biennale di Venezia, 45ª Mostra Internazionale d’Arte, Transiti, Padiglione Italiano, a cura di A. Bonito Oliva, Venezia.

Palazzo della Ragione, Milano.

Art e Tabac, a cura di P. Restany, Scu-deria di Palazzo Ruspoli, Roma. Libro e segnalibro, Senigallia.

Arte e Ambiente – Boero/Nagasawa, Ar-zachena, Sassari.

Teatro 91 - Passeggiate italiane, Museo d’Arte Moderna, Pechino.


1994

Art is Life, Lingotto, Torino.

XXXII Biennale Nazionale d’Arte Città di Milano, Palazzo della Permanente, Milano.

La grande scala, Galleria d’Arte Moderna, Bergamo.

Il Collezionismo, Le Stelline, Milano. Collezione Marzotto, a cura di R. Bossaglia, Museo della Permanente, Milano.

Ad ognuno la sua bandiera, Galleria Civica, Padova.

Anni ‘70, Studio Graziano Vigato, Alessandria.

Gallery Annemarie Dubron e Anny Patty, Bruxelles.

Galleria Vinciana, Milano.

Presenze, Palazzo Ruini, Reggio Emilia.

Arte Brera, Kastelruth, Bolzano.

Baj & Company, Castello di Lerici, Lerici.

Terra nera, Etna, Milo.


1995

Biennale di Venezia, 46ª Mostra Inter-nazionale d’Arte, Identità e differenze , Libri d’Artista, Venezia.

Riflessione e ridefinizione della pittura astratta - Premio Gallarate, a cura di V. Fagone e P. Fossati, Pinacoteca Civica, Cento.

La Grande Scala – Teleri italiani e altri grandi formati di artisti contemporanei, Galleria d’Arte Moderna, Bergamo.

Accrochage, Museum voor Moderne Kunst, Ostende.

Artisti liguri alle Biennali di Venezia, Pa-lazzo Ducale, Genova.

Tutto è foglia, a cura di S. Zecchi, Alassio. Tabakmuseum, Osterreichisches, Au-stria.


1996

Artisti italiani, Museo di Olympia, Grecia.

Premio Corneliani, Palazzo della Triennale, Milano.

Ottodonneunuomo, a cura di L. Cherubini, Quadreria, Lecco.

Chiesa di S. Caterina, Acqui Terme. Fiore, Galleria Dina Carola, Napoli. Pagine in parete, Galleria Tommaseo, Trieste.

Galleria Traghetto, Venezia.

Artisti alla Nuova Accademia 1980-1995, Centro San Fedele, Milano.


1997

Abadir, Monreale, Sicilia.


1998

Mediterranea, Galleria Arte Moderna, Tirana.

1999

XIII Quadriennale Proiezioni Duemila. Lo spazio delle arti visive nella civiltà mul-timediale, Palazzo delle Esposizioni, Roma.


2000

Alleviare irrefrenabili impulsi, a cura di P. Finelli, Collegio fratelli Cairoli, Uni-versità di Pavia.

2003

Il grande formato nell’incisione contemporanea, Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

2005

Sueños de papel – Cuadernos de Artista, a cura di M. Meneguzzo, Istituto italiano di cultura di Buenos Aires.

2006

Festival di Lubiana, Lubiana.


2007

Anatomia dell’irrequietezza, a cura di L.

Beatrice, Palazzo della Penna, Perugia.


2008

Biennale di Venezia, 11ª Mostra Inter-nazionale di Architettura, La Sostenibile Leggerezza dell’Essere - evento collaterale, Venezia.

Pittura aniconica (1986-2007), Casa del Mantegna, Mantova.

Il Rosso e il Nero. Dall’ideologia degli anni ’70 alla pittura contemporanea italiana, Galleria Silvano Lodi & Due, Milano. Jean Cocteau. Le Joli Coeur, Galleria del Centre Culturel Français, Palazzo delle Stelline, Milano.

Loggetta lombardesca, Ravenna.

Maestri di Brera, Shanghai.


2009

Biennale di Venezia, 53ª Mostra Internazionale d’Arte, Venezia salva. Omaggio a Simone Weil – evento collaterale, Venezia. Bocconi Art Gallery, Università Bocconi, Milano.


2010

In Medi Terraneum. Esposizione Internazionale Simultanea di Videoarte, Cordoba - Madrid – Palermo.

Biennale di Venezia 12ª Mostra Internazionale di Architettura, Oltre il giardino - un giardino globale – evento collaterale, Venezia.

I Opera. Sulle orme di Padre M. Ricci, Palazzo Buonaccorsi, Macerata. NOVE100, arte, fotografia, architettura, moda e design, a cura di A. Quintavalle, Palazzo del Governatore, Parma. Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova.

L’aur’amara, Gallery MC New York, a cura di B. Domenech.

Lumi – Festa delle luci, Sinagoga, Casale Monferrato.

Biennale di Malindi, a cura di A. Bonito Oliva, Kenya.

Cristo oggi, a cura di A. Del Guercio, Palazzo de Cuppis, Fano. Naturellement, a cura di Guy Gilsoul, Artiscope, Bruxelles.


2011

Arché futura, a cura di G. Frazzetto, Chiesa di S. Caterina, Lipari. Attraversamenti – Crocevia di culture con-temporanee, a cura di G. Frazzetto e A. Rocca, Villa Pace, Messina.

Museo Mambrini, Santa Sofia, Campigna.

King Size, Galleria Spazia, Bologna.


Libri - opera / Art-books


Ventisettesimi, cm. 30 x 30 (27 esemplari numerati e firmati), con intervento di C. Maltese, Edizioni Marta-no, Torino, 1973.

Alfabeto, cm. 54 x 68 (20 esemplari numerati e firmati), Edizioni Marta-no, Torino, 1978.

Journal, cm. 60 x 80 (4 esemplari), 1982.

Cromolibro, cm. 40 x 40 (10 esemplari), Edizioni Synergon, Bruxelles, 1985. Carnet de voyage, Edizioni Artiscope, Bruxelles, 1994

Africa , (unico esemplare), presentazione di P. Fossati, versi di C. Carrère, Editrice Eidos, 1995.

Musica festival, Edizioni Bruno Mansi, 2004.

Cento spring in box, (unico esemplare), Edizioni UCSD, 2005.

Nuovi viaggiatori, Edizioni Il Labora-torio di Nola, 2006.

Biagini - R. Boero, Collana del mer-lo, Edizioni Il Laboratorio di Nola, 2007.

 Omaggio a Simone Weil, (unico esemplare), Editrice Eidos, 2009.

 Boero - A. Casiraghi, Edizioni Pulcino Elefante di Alberto Casiraghi,


OPERE